Si sa che i concerti allo stadio sono sempre emozionanti. Tutto è amplificato, tutto è più grande, il suono entra ancora di più nelle tue vene e quando sei davanti ai cancelli con il tuo biglietto in mano sai già che ti attende un gran bello spettacolo. Se poi stai andando a vedere l’artista le cui canzoni hanno creato una forte connessione con il tuo vissuto, allora entrare tra le tribune di quello stadio diventa una sensazione surreale.

Seguo Taylor Swift dal giorno #1. Tim McGraw mi fece sognare, Love Story credere che l’amore esiste davvero, All Too Well mi strappa ancora il cuore ad ogni ascolto, quando parte Shake It Off non riesco a star fermo e in ogni playlist 2018 é sempre presente la dolce Delicate. Tutto ciò per dire che quando mi hanno dato il mio braccialetto luminoso all’entrata (omaggio di Taylor e incredibile strumento scenografico) sapevo già che sarebbe stato difficile scrivere una recensione imparziale e il più oggettiva possibile. Però premetto che mi sono davvero impegnato!

Superata l’emozione mi accingo alla mia postazione in BLOCCO 1, lato sinistro del palco. La folla é poco variegata, età principalmente tra i 9 e 15 anni, come da pronostici. Qua e là spuntano teste più adulte e varie bandiere di nazionalità diverse, visto che le date Europee di questo Reputation Stadium Tour sono solo 6 divise tra Regno Unito e Irlanda.

Non c’è molto fremito tra la folla e anche i video delle secret session e dei backstage di Taylor non scaldano molto gli animi (un po’ frigidi questi irlandesi). Per fortuna ci pensa Charli XCX a farci ballare un pochettino. La giovane inglese tira fuori le sue poche hit in repertorio (tra cui la più sottostimata canzone dell’estate 2017, Boys. Cioè, The Giornalisti tornatevene a Riccione), e dopo una performance scatenata, entra il secondo opening artist.

Camila Cabello è una vera star in ascesa. Con la sua Havana ha conquistato le classifiche di tutto il mondo raggiungendo molto più successo da sola che con il precedente quintetto delle FiFth Harmony formatosi a X-Factor US diversi anni fa.  Grandi effetti video, coreografie elaborate e ottima resa vocale. Camila ha tutte le carte in regola per raggiungere gli alti strati della pop-sfera e questo tour mondiale non può farle che bene. E’ spigliata, sa tenere il palco con scioltezza e riesce a emozionare con solo voce e piano. Spero di rivederla presto ma adesso l’attenzione è tutta sulla vicina uscita di Taylor.

Le luci si spengono e un video introduttivo riprende tutte le fasi della caduta di Taylor di due anni fa quando è stata definita un serpente da Kim Kardashian sui social media per aver creato un’immagine falsa di sé stessa e moltissimi media hanno ripreso la notizia, stroncando la sua immagine di perfetta ragazza della porta accanto. Quanto queste notizie fossero fondate o meno non ci sarà mai dato saperlo, è comunque certo che Taylor ha saputo cogliere la palla al balzo e tirare fuori gli artigli per pubblicare reputation, l’album legato a questo tour mondiale per gli stadi e che ha dato una svolta alla carriera e alla musica di Taylor Swift, diametralmente opposta a ciò a cui eravamo stati abituati con i cinque album precedenti. Però da vero fan, non posso fare a meno di chiedermi: ma la vecchia Taylor è davvero morta? Questo concerto è l’occasione per scoprirlo.

Le prime tracce cercano di stupire da subito con giochi di fumo, danzatori ovunque e coreografie che fanno sembrare Taylor un’ottima ballerina anche se rovinano fortemente la sua resa vocale. Taylor Swift non è Beyoncé e di questo siamo tutti molto consapevoli. Neanche il tuffo nel passato con il mash up di Style/Love Story/You Belong With Me aiuta troppo, infatti subito dopo é la volta di Look What You Made Me Do scenografata con giganteschi cobra che appaiono nel bel mezzo del palco.

Continuano le canzoni tratte da reputation fino alla performance di Delicate che proprio come nella cornice sognante del suo videoclip, trasporta Taylor letteralmente sopra la folla su un balconcino alla La La Land fino al primo B-stage dove in un’esplosione di colori Taylor riporta sul palco le compagne di viaggio Camila Cabello, in tenuta tipicamente irlandese, e Charli XCX per cantare insieme Shake It Off.

Solo adesso Taylor imbraccia finalmente la chitarra da sola per la versione acustica di una vecchia gloria (una diversa per ogni tappa) e Dancing with our Hands Tied. Eccola la Taylor di qualche anno fa, che sa incantare semplicemente con un solo giro di accordi. La magia si esaurisce troppo in fretta purtroppo ed è il momento di spostarsi al secondo B-stage per Blank Space e Dress. Insomma Taylor vuole davvero raggiungere tutti i suoi fan con questo concerto. Il ritorno al palco principale avviene sempre sorvolando la folla su quello che sembra il teschio di un cobra. per un mash-up di Bad Blood/Should’ve Said No a cui seguono Don’t Blame Me e un ulteriore mix tra la grande dedica ai fan Long Live + New Year’s Day.

L’encore diventa il momento per spiegare il significato dietro l’intera operazione di reputation.

Credo che sia molto difficile capire o relazionarsi a quello che è successo nella vita di questa popstar, la cui carriera è cambiata nel momento in cui il mondo dei social media le si è rivoltato contro. Mi sembra qualcosa di estremamente distante dalla mia realtà e da quella di molte altre persone. Eppure, per una generazione sempre preoccupata a quale filtro applicare alla propria immagine online e offline, una vicenda come quella di Taylor diventa emblematica e il messaggio che vuole trasmettere a chi sta ascoltando diventa molto importante, a maggior ragione per il suo target giovanissimo di fan.

Se RED era il break album da cui Taylor trae l’insegnamento che solo il tempo può guarire le più profonde ferite, con reputation TayTay vuole svegliarci, farci staccare gli occhi dai nostri schermi e ricordarci che la vita oltre la propria “reputazione” può essere appagata da un sentimento molto più forte e vero. “… A love that was really something, not just the idea of something” recita il video che introduce le ultime tracce del concerto che portano al gran finale con l’allegra This is Why We Can’t Have Nice Things.

Questa seconda tappa irlandese del Reputation Stadium Tour era la numero 13, proprio il numero fortunato di Taylor, che si può notare sulla mano destra di moltissime Swifties tra il pubblico. Taylor Swift non é stata graziata con grandissime doti canore, il suo talento musicale é però innegabile e ciò che é ancora più innegabile è la sua capacità di saper colpire l’animo con le sue canzoni, storie che raccontano mondi a cui chiunque noi può relazionarsi. Questo tour vuole raccontarci che dalle macerie ci si può rialzare più forti di prima, aggrappandoci a quell’unico sentimento che è da sempre punto di riferimento della discografia di Taylor Swift: l’amore. Ed ecco che la ritrovo tra quelle parole la vecchia Taylor, colei che mai mi farà perdere la fiducia in questo sentimento ormai così raro ma che Taylor ci ricorda, rimane il motore di ogni cosa.