E’ da un po’ che avevo intenzione di scrivere questo pezzo, ma devo ammettere che la pigrizia e la frenesia natalizia hanno avuto la meglio.

Con l’inizio del nuovo anno, ho iniziato a spuntare la lista dei buoni propositi e tra i primi punti c’è un esperimento tutto dedicato a C.O.L.M.O. che spero possa cogliere l’attenzione dei nostri lettori.

L’intenzione é di creare una rubrica a cadenza mensile (circa), riscoprendo e riascoltando i più grandi fenomeni della musica POP internazionale e nostrana.

POP RETROGRADE vuole rivalutare a distanza di decenni i successi pop del passato che hanno davvero ridefinito il genere e cercare di valutare quale impatto hanno avuto sulla musica di oggi e non solo. Un’operazione amarcord per i più nostaglici e anche di confronto critico sull’apporto della musica pop nella cultura in cui siamo immersi.

Per il primo blog di questa, si spera, lunga serie, avrei voluto iniziare con un colosso della musica internazionale. Di nuovo, nel caos delle feste natalizie, pensavo sarebbe stato appropriato partire con la regina del Natale, ovvero Miss Mariah Carey. Ma la mia procrastinazione ha incontrato un’altra importantissima data in agenda.

Il 12 gennaio 1999 usciva infatti un album che scardinò le regole del mercato del pop conosciuto fino agli anni ’90. Si avvicinava l’inizio di un nuovo millennio e c’era aria di cose nuove e anche nel panorama c’era bisogno di qualcosa di nuovo, ci voleva qualcosa di completamente diverso ma che sfruttasse gli stratagemmi e la sperimentazione dei decenni precedenti. Così bastò un semplice “oh baby, baby” per far girare la testa al mondo intero. Quella voce sensuale e quel viso da angelo che mostravano un po’ più di pelle cantando di amori non corrisposti, erano solo alcuni degli ingredienti che diedero vita alla più grande popstar degli anni 2000: Britney Spears.

…Baby One More Time fu l’album che introdueva ad un nuovo modo di fare POP. Britney non poteva essere solamente una ragazza brava a cantare. Doveva ballare, recitare, essere sempre al centro del discorso mediatico. Doveva essere la fidanzatina d’America che faceva impazzire anche i papà. Bastò un solo videoclip per renderla iconica e ad oggi, nonostante gli alti e i bassi, Britney é riconosciuta come un’assoluta superstar.

La storia di Britney parte dalle fila del Micky Mouse Club, insieme al futuro flirt e compagno di outfit Justin Timberlake, l’acerrima nemica Christina Aguilera e un insospettabile Ryan Goslin.

Diciamo che i ragazzini del Micky Mouse Club, non erano esattamente i bambini di Stranger Things, le cui vicende possono essere teneramente seguite su Instagram, bensì allora le agenzie di spettacolo funzionavo eccellentemente e non passò troppo tempo prima che Britney uscì con il suo singolo di debutto, bruciando sui tempi tutti gli altri, forse grazie alla sua mise che mostrava addirittura l’ombellico! Che scostumata questa Britney, eppure l’ombellico (e rispettivo piercing) divvenne un trend che nel giro di pochi mesi fu adottato da tutte le ragazzine del mondo occidentale. Questo era l’impatto di un vero fenomeno pop scientificamente studiato.

A riprova di tutto ciò, l’album raggiunse numeri esorbitanti. Solo…Baby One More Time vendette 25 milioni di copie nel mondo e il successivo Oops I Did it Again detiene ad oggi il record di maggior numero di vendite nella settimana di debutto negli USA con 1,3 milioni di copie. Se a qualcuno fosse sfuggito, entrambi gli album furono prodotti da un pioneristico Max Martin che forse deve tutto della sua carriera alla fortuna di Britney. Per fortuna Martin non aveva una scorta di paparazzi costantemente al suo seguito.

Da lì in poi, Britney non si fermò mai più un attimo, sfornava un album dietro l’altro e continuava a cambiare look. Le sue esibizioni live (tutte rigorosamente con archetto in playback) erano sensazionalmente adornate da coreografie mozzafiato. Ma la fiamma di Britney doveva rimanere sempre accesa, nell’arco di pochi anni, Britney dovette passare da dover difendere la sua verginità a salire su un palco con un vero pitone sulle spalle in una delle più iconiche performance mai viste ai VMAs. Sì quel pitone si muoveva davvero e I’m A Slave 4 You è la canzone di Britney più sottovalutata di sempre! Ma lo scalpore del fenomeno Britney doveva continuare inesorablmente, prima con un bacio saffico con Madonna, poi con il video di Toxic che poco lasciava all’immaginazione. Ma come ogni fiamma che brilla troppo, la stessa si spegne anche molto velocemente. Così, come tutte le sue mosse stupefacenti, in pochissime ore, il mondo scoprì che non era tutto oro quello che Britney dava a vedere. Infatti nel 2007 uscirono alcune foto che ritraevano la superstar rasata con una mazza da baseball e occhi indemoniati. Anche questo, un momento che ha fatto diventare di moda avere un public meltdown oltre ad essere il soggetto del primo video virale di You Tube.

I manager cercarono di far rientrare la cosa quanto prima. Ma era troppo tardi, il sogno si era spezzato, il mondo iniziò a guardare Britney con occhi diversi, e anche con un po’ di cattiveria. Nessuno capì che c’era un’anima dietro a quel fenomeno pop, una persona vera, una madre oltretutto. Invece il mondo passò oltre rapidamente e iniziò a idolatrare nuovi fenomi (Oh my god! Katy Perry aveva baciato una ragazza!), anche se nessuno é mai stato e mai sarà amato quanto Britney.

Per sua fortuna Britney Jean non si arrese facilmente, e in pochissimo tempo uscì l’album Blackout (per molti considerato il miglior album di Britney ad oggi e precursore della scia dell’elettropop degli anni successivi), fu organizzata un’imbarazzante performance ai VMA e si cercò di ripulire la sua immagine in ogni modo possibile.

Da allora Britney ha avuto all’attivo altri 5 album, seppur nessuno raggiunse neanche 1/10 dei fasti di Crazy (You Drive Me) Stronger I’m Not a Girl, Not Yet a Woman. Ma per i fan più arditi, Britney rimane sempre ineguagliabile.

Eppure a me sembra chiaro che purtroppo i produttori di Britney non sia riuscita a dimostrare di essere di più di quello che le era stato costruito intorno.

Si sa che con il passare dei decenni, e l’arrivo di nuovi modi di fare e diffondere nuove culture e tendenze, il pubblico é diventato incredibilmente esigente. Qualcosa a cui Britney non sembra essere riuscita a stare dietro, perdendosi in quel passaggio evolutivo che divide completamente il le pop star di fine degli anni ’90 alle artiste di oggi.

Basti pensare alle colleghe con cui Britney ha condiviso un altro momento letteralmente epico della sua carriera come la pubblicità della Pepsi con Beyoncé e Pink in tenuta da sexy gladiatrici. La prima innalzata oramai, più o meno meritatamente, ad icona eterea, portavoce del popolo black e promotrice di azioni che portano il pubblico a riflettere; la seconda modello femminista che non ha paura di dire quello che pensa e attaccare in maniera esplicita figure politiche e situazioni scomode.

Mi sorge quindi spontanea una domanda: ma se Britney Spears cercasse di fare successo nel 2019, ci riuscirebbe? Se si fosse dovuta scontrare con personalità come Ariana Grande o Cardi B, sarebbe ruscita a sovrastare nel panorama pop?

La risposta é però un’altra domanda: Senza Britney Spears, oggi il pop sarebbe lo stesso? Ci sarebbe spazio per artiste come Selena Gomez e Ariana Grande?

NO.

Forse il mercato avrebbe trovato qualcun altro a cui affidare quel ruolo ed essere il volto della rivoluzione pop, ma per generazioni Britney rimarrà un intramontabile momumento del pop.

Oggi mi piace pensare che Britney viva la sua felicissima vita in una villa di Los Angeles, insieme ai suoi bellissimi bambini, contornata dai suoi dischi di platino. Guardando il suo Instagram, un po’ la mia fantasia ci si avvicina anche se a volte ci mette in mezzo qualche tour mondiale e riempie ancora le venue di Las Vegas per mesi.

L’eredità di Britney la si ritrova proprio in questi riti, in cui migliaia di fan accorrono a vedere la leggenda che rappresenta. Un mito che ha cambiato (insieme a team di visionari collaboratori) la concezione di quello che voleva essere un fenomeno pop.

Forse la fama e il successo le hanno tirato dei brutti scherzi ma questo non importa perché per tutti, Britney rimarrà per sempre la popstar per antonomasia, unica e insostituibile.

20 anni dopo, in un panorama in cui esistono più influencer che zanzare ad agosto in laguna e lo streaming ha appiattito la fruizione e l’impatto degli artisti emergenti, Britney si eleva a simbolo, spicca per aver creato nuova cultura, alzato la barra, rivisto i confini a cui si poteva arrivare e soprattutto ha saputo definire per sempre cosa vuol dire essere una vera POPSTAR.