Si sa, Sanremo è un trampolino di lancio non indifferente, e, nel bene e nel male, bisogna farsi notare. Che poi sia la canzone, il nostro talento, uno strafalcione o un look troppo sopra le righe ad attirare l’attenzione non ha importanza, purchè se ne parli.

E allora ecco che stilisti, affermati o emergenti, fanno carte false per portare i loro abiti sul palco dell’Ariston. A volte il risultato è strabiliante, altre è del tipo “facciamo finta che non sia mai successo”. Adesso, secondo voi, quali potrebbero essere i risultati da non far cadere nell’oblio? Ovviamente quelli talmente brutti che Tatiana a confronto diventa una Venere.

Quindi, ciancio alle bande, ed ecco a voi seconda rassegna della settimana sanremese targata COLMO, dedicata ai peggiori outfit mai indossati durante il festival! Perché, a volte, è quasi meglio restare nudi!

Dolcenera, l’impenitente del sandalo con calzino.

Abbinare sandali e calzini già fa tanto turista tedesco in vacanza, se poi a questo ci aggiungiamo l’accostamento sandalo cammello e calzino nero, allora vuol dire che abbiamo raggiunto il livello Dolcenera. La cantante si presentò nel 2012 sfoggiando un tubino nero, molto fresco e sbarazzino, abbinandolo al sandalo cammello e calzino nero di cui sopra. Non contenta del risultato decise di riproporre lo stesso abbinamento la serata successiva. Per la serie, squadra che vince non si cambia.

 

Megan Gale Cowgirl edition.

Vi ricordate la vecchia pubblicità della vodafone con la Gale tutta fighissima ed ammiccante? Bene, se ricordate quel periodo sapete anche che il viso (e non solo) dell’americanona più desiderata d’Italia era ovunque. Allora perché non metterla anche come valletta a Sanremo? Era il 2001 e al posto dell’abito da sera, lei (o chi per lei) decide di infilarsi in un top con ricamo a fiori che riprende la cintura dei pantaloni, il tutto condito da un cappello rubato a Pete Dehorty. Che poi la Gale sarebbe gnocca anche con un sacco di patate, è un altro discorso…

Potere alla donna bomboniera.

Nel 2010 una Antonella Clerici, all’apice della sua fama televisiva, prendeva la conduzione del Festival con il suo fare materno, il suo legame con i bambini e la semplicità. Ecco, soffermiamoci sull’ultimo aggettivo che forse non era stato del tutto recepito. E quindi, per non smentire mai il vecchio detto melius abundare quam deficere, i vestiti della Clerici si sono magicamente riempiti di balze e chili di sottogonne e tulle.

 

 

 

Perché c’è sempre di peggio.

Dopo decenni di eccessi sappiamo tutti che Anna Oxa potrebbe essere la degna erede della Bertè, almeno in fatto di gusto nel vestire. La sobrietà non è mai stato un suo punto forte. Forse l’esperienza del 1985 con quella tuta rossa tipo ”vedo non vedo, no aspetta, ma ce le ha le mutande?” non le aveva insegnato l’arte del trattenersi, perché nel 1994 torna sul palco dell’Ariston con un altro look discutibile. Pantalone cargo e mutanda a vista. Almeno stavolta siamo sicuri di una cosa: le mutande le ha indossate!

1994

1985

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti in ginocchio, arriva sua maestà!

Non definire Loredana Bertè come la regina dell’eccesso è una presa di posizione che possono permettersi solo quelli con età inferiore a 15 anni. La Bertè, negli anni, si è sempre distinta per i suoi look eccentrici, indossati ovunque e comunque, perché i punk sono morti ma sua maestà la Bertè è ancora viva e vegeta. Allora il nostro più che un commento, si pone come un “elogio” alla donna dai capelli blu e alla sua infinita coerenza stilistica!

Loredana 1986

Loredana 2008

Loredana 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A queste perle si aggiunge l’esibizione del 2012 in cui, la Regina coinvolge un poco convinto Gigi D’Alessio nel suo siparietto ROCK. Le immagini parlano da sole.

Gigi D’Alessio e Loredana Berté eseguono la canzone ‘Respirare’ sul palco del teatro Ariston durante la quarta serata del Festival di Sanremo, 17 febbraio 2012. 

2016, l’edizione cheap!

Ebbene sì, il 2016, forse per scelta o per decadenza, fu un’edizione con poche firme tra gli abiti, che molti giornali definirono come cheap. Pur non volendo discutere la fondatezza del giudizio, ci è saltato all’occhio il caso della Michelin che sembra uscita direttamente da “La casa nella prateria”. Povera stella, abbiamo capito che è giovane, ma deve per forza sembrare una sfigata?

Quando Bisio sembrava una parete.

Menzione speciale va a Claudio Bisio che giusto ieri sera ci ha deliziati con una giacca che forse era meglio lasciare in camerino. Eppure vestire un uomo per un evento mediatico come Sanremo sembra una cosa facile. Ecco, appunto. SEMBRA.