La cerimonia degli Oscar è un pendolo che oscilla tra le standing ovation e le critiche più aspre, tra le sfilate di moda sul red carpet e le dichiarazioni politiche. È uno show mediatico circondato da scommesse e polemiche, critiche ai premi assegnati immeritatamente, rimpianti per gli esclusi o per le nomination troppo mainstream.

Anche per questi Oscar 2019 la concorrenza è stata agguerrita, con grandi titoli in gara e nomination che già nelle previsioni erano date per certe, ma ha regalato anche non poche sorprese.

Green Book di Peter Farrelly, che era dato sfavorito nel confronto con produzioni più importanti come La Favorita o Vice, si è aggiudicato l’Oscar come Miglior Film, insieme a quelli di Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Attore Non Protagonista a Mahershala Ali, che con questo secondo Oscar (il primo era stato nel 2017 per Moonlight) diventa il secondo attore afroamericano ad aver vinto due premi dell’Academy (alla pari con Denzel Washinton).

Alfonso Cuaròn e il suo Roma lo eguagliano come numero di premi, vincendo per la Miglior Regia, la Miglior Fotografia e il Miglior Film Straniero, riconoscimenti importanti specialmente per un film girato con attori non professionisti e in bianco e nero. Una scelta apparentemente anacronistica ma di grande successo, apprezzata da pubblico e critica e soprattutto che non è rimasta un caso isolato: il bianco e nero è stato scelto anche dal regista polacco Pawel Pawlikowski per Cold War (due nomination in diretta concorrenza con Roma).

Per quanto riguarda le interpretazioni femminili Olivia Coleman de La Favorita si aggiudica il premio come Migliore Attrice Protagonista, sbaragliando con la sua Regina Anna anche la concorrente favorita dalla critica, una Glenn Close arrivata ormai alla settima candidatura senza mai una vittoria. Come Attrice Non Protagonista vince Regina King per Se la strada potesse parlare, storia di discriminazione e ingiustizia nell’America segregazionista degli anni ‘70.

Vice, dato tra i papabili vincitori in molte categorie, vince un solo Oscar per il trucco. A BlacKkKlansman di Spike Lee va invece il premio per la Miglior Sceneggiatura Non Originale.

A star is born, che pure aveva ricevuto molte e molto criticate nomination, vince solo come Miglior Canzone per Shallow di Lady Gaga, che si è esibita durante la serata con il coprotagonista e regista Bradley Cooper.

Numeri alla mano, il film ad aver ricevuto più statuette è stato Bohemian Rhapsody con quattro premi, seguito a parimerito da Green Book, Roma e Black Panther che ne hanno conquistati tre. Tra i più premiati, dunque, ci sono due film amati dal grande pubblico, quasi nazional popolari, che attingono dalla cultura pop: da un lato la musica rock dei Queen –che ha anche aperto la serata-, dall’altro il fortunato universo dei supereroi a fumetti.

Bohemian Rhapsody di Bryan Singer si è aggiudicato i premi per il sonoro, il montaggio e il montaggio sonoro, ma soprattutto quello come Miglior Attore Protagonista a Rami Malek, che ha dovuto confrontarsi con due interpretazioni magistrali come quella di Christian Bale in Vice e dell’intenso Willem Dafoe nel biopic su Vincent Van Gogh.

I premi per la scenografia, i costumi e la colonna sonora sono andati a Black Panther di Ryan Coogler: il primo supereroe di colore ha portato il film ad ottenere una ambiziosa ma quanto mai discussa candidatura a Miglior Film, che ha suscitato non poche polemiche e accuse di essere stata una scelta puramente politica.

Difficile dire se i premi assegnati dall’Academy, in questa come nelle novanta precedenti edizioni, siano riconoscimenti di carattere puramente cinematografico o se e quanto siano influenzati da scelte politiche. Certo è che hanno mostrato fin dalle nomination una maggiore attenzione a temi sociali, primo fra tutti la discriminazione razziale, ma anche un curioso accostamento tra cinema d’autore e prodotti più popolari, sebbene di qualità.

Gli Oscar 2019 hanno messo in luce le contraddizioni e i cambiamenti in atto nel panorama cinematografico, dove il primo film vincitore di un Oscar prodotto da una piattaforma streaming (Roma è un film originale Netflix) è anche un film dalla nostalgica fotografia in bianco e nero.