Con una puntualità sconcertante giovedì sera alle ore 21.55 sale sul palco dell’Alcatraz di Milano una delle band più amate dell’indie rock italiano: The Zen Circus. Il pubblico numerosissimo riempie il locale, da fuori la devastante mancanza di parcheggi e la lunga coda davanti alla porta d’ingresso ci avvertono che la serata sarà una di quelle da non dimenticare! 

Le note del celebre brano Il cielo in una stanza di Gino Paoli risuonano nell’aria e subito i fan si fanno sentire e risvegliano quel fuoco evocato già nel titolo del tour; inizia infatti così la data milanese de Il fuoco in una stanza: centinaia di mani alzate e un coro che accoglie a gran voce i membri della band.

Gli Zen Circus partono spingendo il piede sull’acceleratore e per i primi pezzi non fanno altro che cantare e suonare senza sosta alcune tra le loro canzoni migliori; pare quasi non prendano fiato fino al caloroso saluto rivolto al pubblico, durante il quale danno il benvenuto nel Circo Zen a vecchi e nuovi fan e dettano le regole della serata con un perentorio: “Più voi fate casino, più noi facciamo casino!”. Nulla di più semplice per la folla che sin dalla prima nota canta e balla tenendo il ritmo di un rock dalle sonorità forti e dai temi sempre attuali; si parla di guerra e di società, ma anche di vita e di affetti, nulla viene tralasciato nell’esaltante scaletta del concerto.

Il tour Il fuoco in una stanza, nato in seguito all’uscita dell’ultimo disco omonimo, presenta in realtà un mix sapiente di nuove tracce, come La teoria delle stringheSono Umano e Il mondo come lo vorrei, e di vecchi successi tra i quali La terza guerra mondialeCanzone contro la natura e Nati per subire. Questa grande capacità di unire elementi differenti sembra essere il filo conduttore della carriera della band, che prende spunto per i propri pezzi dagli ambiti più disparati: è così che troviamo un accordo suggerito da Little Tony affianco ad un testo ispirato da una poesia di Pavese; vediamo fan giovanissimi che ballano fianco a fianco con i più maturi in un interessante incontro transgenerazionale; e partecipiamo infine anche a momenti amarcord che terminano con il consueto invito degli Zen Circus ad andarcene tutti bellamente a “quel paese”.

La presenza del Circo Zen sul palco è veramente incredibile, forti dei quasi vent’anni di carriera infatti, gli artisti divorano il palco e coinvolgono il pubblico con una naturalezza degna delle grandi band americane con le quali collaborarono ad inizio carriera (una fra tutte i Talking Heads!). Nonostante qualche piccolo problema all’audio, lo spettacolo ha regalato grandi emozioni trasmettendo la passione e la dedizione della band. Il coinvolgimento totale e appagante ha conferito alla serata un’energia pura, particolarmente apprezzata anche dagli stessi membri del gruppo, che hanno dato il meglio di loro fino all’ultima nota.

Al termine del concerto i quattro artisti invitano tutti a raggiungerli al Rock’N’Roll per un aftershow che testimonia l’instancabile tenacia della band, che con questo tour rimarca la propria attitudine alle performance live, vero e proprio tratto distintivo del gruppo; animali da palcoscenico dunque, gli Zen Circus confermano talento e attitudine che negli anni li hanno resi un punto di riferimento imprescindibile per il rock indipendente italiano.

Reportage: Beatrice Lucrezia Mosca

Foto: Gaia Schiavon