Non conoscere Nada e le sue canzoni non è un’eresia, ma quasi. Classe ’53, inizia la sua carriera giovanissima, nel 1969, nel pieno del periodo hippie, con l’amore libero, i ritmi psichedelici e i balli ondeggianti, a cui rimarrà legata fino al nuovo millennio.

Nada ha conquistato il palco del Circolo Magnolia, con una grazia ed un’eleganza che poche donne (soprattutto artiste) della sua età possono ancora vantare. Outfit total black, capello liscio con riga in mezzo (quasi un marchio di fabbrica), poco trucco. Il buio della scena rotto solo da un faretto puntato sul microfono. Lei arriva, sorride, il pubblico l’acclama, fa un mezzo inchino e poi parte la musica e la magia ha inizio.

Vi è mai successo di avere l’impressione di viaggiare nel tempo? Di vedere le persone cambiare, tornare giovani, per qualche istante? Be’ diciamo che in un certo senso è quello che mi è capitato l’altra sera. Osservavo Nada, le sue movenze, il suo modo di fare, e più lei cantava, più si muoveva, più sembrava ringiovanire. Pezzo dopo pezzo quella donna di mezz’età (ancora bellissima e affascinante) perdeva qualche anno, tornava la ragazzina un po’ impacciata che, ondeggiando sul palco del Festival, si chiedeva “cos’è la vita, senza l’amore?”. Adesso si vedono di più le rughe sul volto, ma alla fine l’età è solo un numero e Nada lo dimostra perfettamente.

L’energia che scaturisce dall’esibizione, le sue movenze, la voce che non è esattamente la stessa ma mantiene ancora quella leggera vena roca e graffiante, contribuiscono a creare un’atmosfera quasi magica, che conquista tutto il pubblico. Adulti più o meno giovani, almeno tre generazioni (se non di più), si ritrovano braccio contro braccio nella sala del Circolo Magnolia, tutti assorti, rapiti da Nada l’incantatrice e dalla sua band (Francesco Chimenti alle chitarre e tastiere, Franco Pratesi ai bassi e synth, Stefano Cerisoli alle chitarre e Luca Cherubini Celli alle batterie.) che la accompagna magistralmente.

La serata è un susseguirsi di canzoni vecchie e nuove, tra cui è un momento difficile, tesoro omonimo dall’ultimo album che dà anche il nome al tour. Prima di Stasera non piove e O madre ci sono due stacchi, in cui la cantante di permette di introdurre le canzoni toccando due tematiche particolari, a cui tutte le donne della sala non possono restare indifferenti. Per la prima parla della capacità di una donna strapparsi ogni parte per offrirla al mondo per poi dal mondo ricomporsi, come se la sofferenza che l’ha distrutta sia in grado anche di ricomporla, diversa, più forte, con più particelle di mondo dentro di sé, e questo cos’altro può essere se non “la vera essenza di un miracolo?”. Per la seconda, invece, affronta il tema del ricongiungimento madre e figlia: arriva sempre un momento nella vita di ogni donna in cui si inizia a percepire la propria madre non come genitore, ma come donna, ed è” in quel momento che le si perdona tutto”.

La serata si chiude con un doppio bis con le sue hit: Amore disperato ed una versione molto rock di Ma che freddo fa fanno ballare tutti, dai più giovani ai più anziani. Tutti si agitano, si divertono! Decisamente la conclusione migliore per una serata emozionante!

Nada resta la regina del palco, la sua rivoluzione non è mai finita ma pulsa dentro di lei e si sprigiona davanti ad un pubblico che lei ama e con il quale le piace instaurare un rapporto simbiotico di rispetto reciproco!

Nettamente una donna d’altri tempi!

Dopo ieri, credo di amarla ancora di più!

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Reportage: Alessia Marini

Foto: Gaia Schiavon