Mercoledì 8 maggio è andata in scena l’attesa finale del Pending Lips, festival organizzato da Costello’s presso l’ARCI Tambourine di Seregno, che ha visto impegnati numerosi artisti del panorama emergente locale in una sfida all’ultimo sound (leggete qui il nostro articolo di presentazione e guardate tutte le foto sui nostri social!).

Nonostante la pioggia scrosciante, il locale è già pieno quando sale sul palco la prima band in gara, gli Studio Murena, gruppo che si autodefinisce “jazz rap” e che propone brani dalla forte vocazione sperimentale. Le canzoni suonate dalla band, infatti, presentano significative commistioni di stili che ne rendono l’ascolto piacevole e al tempo stesso impegnativo. I testi densi di significato – i ragazzi hanno decisamente qualcosa da dire al loro pubblico – e lo stile in continuo mutamento spingono l’ascoltatore ad esercitare una concentrazione che raramente viene impiegata durante un live di questo tenore. La vivace sovrapposizione di rap, hip-hop e musica elettronica ci ha convinti fin da subito; la capacità di spaziare fra generi musicali differenti e temi artistici disparati – tra i brani suonati pezzi rap dall’anima di strada e brani “romantici” – permette inoltre di apprezzare le doti artistiche di questi sei ragazzi, già molto attivi nel panorama indie locale.

La seconda band della serata sono i Latente, gruppo costituito da tre chitarre e una batteria che in occasione del Pending Lips Festival ha esplorato l’insolito mondo dell’acustico (per ascoltarli nella loro veste più classica visitate il loro canale YouTube). I ragazzi infatti si sono esibiti sul palco del Tambourine in una veste interpretativa nuova e hanno di certo impressionato per il loro perfetto controllo del sound, che convince per capacità di esecuzione e melodie coinvolgenti. Un po’ carente l’aspetto vocale della band, decisamente inferiore rispetto a quello musicale – il cantante però si scusa per le proprie condizioni vocali, incrinate dall’influenza e chiede di perdonare il proprio timbro alla “Eros Ramazzotti”. Per convincere la giuria i Latente eseguono anche il loro nuovo brano, presentato per la prima volta proprio alle semifinali del Pending Lips del mese scorso; complice l’assetto acustico, il brano risulta molto pop ed orecchiabile, anche se forse un po’ lontano dalle intenzioni originarie del gruppo.

Quando a metà della gara sale sul palco DiMeglio, artista di Seregno ben noto tra il pubblico, sembra che il vincitore sia già stato decretato: orde di veri e propri fan e groupie cantano a memoria le canzoni e acclamano a gran voce il cantante, che accompagnato dal chitarrista rapisce letteralmente la platea. A colpire sicuramente ci pensa il brano Fare Vintage, vero e proprio cavallo di battaglia di DiMeglio (disponibile anche negli store online e corredato da videoclip su YouTube); il pezzo, divertente e perfettamente costruito, rappresenta bene il mood indie anni ‘80 che identifica in pieno il cantante. Cifra vincente dell’artista è la presenza scenica già matura e consapevole delle proprie possibilità; DiMeglio coinvolge in modo diretto il pubblico con quel suo stile un po’ retrò che piace ed enfatizza i testi delle canzoni, a tratti leggermente cerebrali ma inframezzati da ritornelli in loop al fascino dei quali diventa difficile sfuggire.

A chiudere la carrellata di talenti finalisti di questo contest nostrano è Marta Tenaglia, unica presenza femminile della serata, che sale sul palco dotata di loop station e chitarra e incanta la platea grazie alla sua bellissima voce. Delicata e sperimentale, la musica di Marta è caratterizzata da un sound caldo e coinvolgente e da testi impegnati e profondi che rispecchiano profondamente il personaggio; nei brani presentati, tra i quali A cuore aperto e Sono oceano si parla di tematiche ambientaliste, di vita e di scelte personali in modo diretto e confidenziale, permettendo al pubblico di conoscere a fondo il mondo interiore dell’artista. Grazie al sapiente utilizzo dell’autotune che riproduce soffi di vento, seconde voci e schiocchi di dita, Marta Tenaglia riesce a dar vita ad una performance completa, quasi teatrale, e a riempire il palco con consapevolezza.

Dopo un lungo momento di riflessione, la giuria è pronta per presentare il vincitore del Festival; come accade però in ogni concorso canoro che si rispetti, a precedere il grande annuncio, giungono le assegnazioni dei premi collaterali offerti dai partner del Pending Lips. Nel lunghissimo elenco dei premiati troviamo alcuni dei nomi che più si sono fatti notare durante i lunghi mesi di eliminatorie e semifinali, come il cantautore folk-rock Pit Coccato, il duo dei Toshiro Pandino e la band elettropop Plastic Radio.

Infine, dopo un’attesa degna del più classico dei Sanremo, si annuncia il nome del vincitore: gli Studio Murena, che si aggiudicano un’esibizione confermata al Parco Tittoni di Desio nel palinsesto estivo 2019.

Per amor di precisione vi trascriviamo anche la classifica finale con i voti ricevuti da ogni artista:

  • 4° posto: Latente 33 voti
  • 3° posto: DiMeglio 62 voti
  • 2° posto: Marta Tenaglia 77 voti
  • 1° posto: Studio Murena 62 voti + 50 punti della giuria

Reportage: Beatrice L. Mosca

Foto: Gaia Schiavon

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