Chi ha mai visto Giancane e Rancore cantare sullo stesso palco accompagnati dal live sketching di Zerocalcare? Nessuno! Noi di COLMO abbiamo avuto la fortuna di essere i primi, insieme ai tanti presenti al concerto di giovedì ai Magazzini Generali!

La primavera sembra essere quella stagione in cui esemplari della scena musicale romana migrano verso le pianure del nord per portare scompiglio sui palchi della Lombardia. In poche settimane, dopo gli Assalti Frontali con il Muro del Canto, i Maneskin e Thegiornalisti, sono arrivati a Milano anche Giancane e Zerocalcare, e non ce li siamo fatti sfuggire.

Pur non avendo nulla di indie il buon Giancarlo Barbati si sta prendendo il suo spazio nella scena musicale alternativa ricevendo anche apprezzamenti dalla critica. Le basi artistiche certo non mancano (per chi non lo sapesse Giancane è l’ex chitarrista del Muro del Canto) e lo stile nemmeno. Distaccandosi dal solido folk del gruppo d’origine Giancarlo ha dato vita a un personaggio sempre in bilico tra depressione e irriverenza, ironia e scoramento con un sound che pesca dal punk, dal pop e dal folk.

In questo tour primaverile è accompagnato da Zerocalcare, il quale non dovrebbe aver bisogno di presentazioni essendo tra i più conosciuti fumettisti italiani. Il format è molto interessante: durante il concerto Zerocalcare disegna su un semplice tablet delle vignette che vengono proiettate alle spalle del gruppo. Il risultato è molto curioso, oltre ad ascoltare i testi dei brani ci si diverte anche a scoprire come il fumettista realizza le sue vignette. Le risate, non c’è bisogno di dirlo, sono assicurate!

Durante il concerto Giancane e la sua band, composta da chitarra, basso, tastiere e batteria, parlano e scherzano moltissimo con il pubblico. Le sorprese sono molte, a partire dalle cover con un’inaspettata versione punk di L’amour toujour di Gigi D’Agostino (altra nostra vecchia conoscenza) e un’ancora più inaspettata cover di Gli anni degli 883. Una curiosità: Giancane indossa spesso una maglietta con un logo identico a quello del vecchio gruppo di Max Pezzali, ma con 666 al posto di 883.

Giancane è diretto, schietto, genuino, la sua grande qualità è quella di riuscire a raccontare e rappresentare tutto il malessere, le paure e i fallimenti dei “ragazzi” degli anni ottanta. Brani come Limone sono emblematici di questo, una finta nostalgia che in realtà racconta tutti gli aspetti negativi di quel decennio che hanno segnato una generazione, mentre Zerocalcare disegna He-Man con in mano una siringa gigante. Un altro brano emblematico è Vecchi di merda, soprattutto perché, come hanno tenuto a specificare, la vecchiaia di cui parla non è tanto anagrafica quanto mentale.

Dopo aver fatto finta per mezz’ora di suonare l’ultimo brano e dopo aver fatto finta di lasciare il palco, lasciando il tastierista a giocare a far cantare il pubblico, è stato il momento di Ipocondria. Ad inizio canzone, lo confessiamo, ci eravamo leggermente allontanati dal sottopalco per soddisfare le nostre voglie alcoliche, ma quando abbiamo sentito l’ingresso prepotente sul rappato le nostre orecchie si sono drizzate e ci siamo girati per vedere un ragazzo col cappuccio nero che entrava in scena. Era proprio Rancore (qui il link del nostro primo incontro con il rapper)!

Ci siamo guardati e siamo corsi a immortalare la grande sorpresa. Rancore resta sul palco per cantare con Giancane anche la sua Skatepark. Salutato Rancore c’è ancora il tempo per concludere in bellezza con l’irriverente e innocentemente blasfema Buon compleanno Gesù, proprio alla vigilia del venerdì santo, accompagnata da una bellissima vignetta di Zerocalcare.

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Reportage: Valerio Fiori

Foto: Gaia Schiavon