Una festa aveva promesso, e una festa è stata. Cosmo aveva fatto grandi proclami sulla data di chiusura del tour del suo terzo disco Cosmotronic: non sarebbe stato un concerto ma di fatto la trasformazione del Forum di Assago in un’enorme discoteca, dove le danze sarebbero cominciate alle 18 con il collettivo Ivreatronic, sarebbero proseguite con la tamarra esibizione di Myss Keta e si sarebbero concluse con lui (e ospiti: Gioacchino Turù, Achille Lauro, Marracash e Calcutta).

La risposta del pubblico è stata onestamente impressionante: raramente si è vista una folla simile assaltare il Forum con traffico bloccato per chilometri intorno. Un popolo intero che se ne è fregato della pioggia che spazza Milano ormai da giorni e ha deciso di tributare a Cosmo l’abbraccio più caloroso e casinista possibile. E quando Cosmo attacca, l’effetto è ancora più impressionante: i 10000 ragazzi presenti non smetteranno mai di ballare e saltare, trascinati da un artista unico: un po’cantautore, un po’ producer, un po’ dj, un po’ clubber. La musica non si interrompe mai, la cassa dritta e le percussioni (solo due percussionisti, appunto, accompagnano Cosmo sul palco) continuano a picchiare senza sosta.

PH: Virginia Betteoja Photography (dalla pagina FB COSMO(musica))

A tratti il palco si scurisce e le luci illuminano il parterre di verde, rosa e blu, proprio come se fosse una pista da ballo. I giochi di luce saranno un’altra costante dello show e d’altronde che festa sarebbe senza le strobo e le sfere riflettenti che pendono dall’alto? I pezzi dell’ultimo disco funzionano alla perfezione: molto meno rarefatti e più ballabili, infiammano la platea. Menzione speciale per la perfetta Le voci (sentire tutto il palazzetto che canta all’unisono è sempre un’emozione particolare) e per la cafonissima Tristan Zarra, chiusa da un sample della voce del figlio Pietro per cui Cosmo, cuore d’oro, chiede un applauso. Val la pena segnalare anche Dicembre (dal precedente album L’ultima festa), un pezzo sui rapporti familiari e il freddo che possono causare, piuttosto triste eppure in grado di far saltare tutta la platea.

Si passa poi a un momento quasi ambient, in cui Cosmo si isola su una piattaforma al centro del parterre e attacca Esistere e Le cose più rare, entrambe tratte dal più minimale ed elegante disco Disordine. Un momento più intimo, che però dura poco, perché il pubblico vuole ballare in modo scomposto e disordinato, senza pensare a nulla, e Cosmo lo accontenta, trasformandosi in dj: siamo improvvisamente in un club di Berlino, con i bassi spingono quella che io definirei una roba a metà tra la acid house stile Fatboy Slim (una nostra vecchia conoscenza che tra poco tornerà a Milano) e una techno un po’ truzza alla Paul Kalkbrenner. Ma io di musica elettronica capisco davvero poco.

Dalla pagina FB del Mediolanum Forum (COSMO 02.02)

A chiudere questa fase, Cosmo si fa riportare sul palco in stage diving, prima di lasciare spazio a un visual a sfondo politico proiettato sugli schermi: apriamo il cuore, apriamo i porti e riprendiamoci le strade urla la voce di Cosmo. Il pubblico sottolinea con scroscianti e non scontati applausi. Un’altra manciata di canzoni e poi la chiusura, affidata prima alla trascinante L’ultima festa e quindi a Disordine, il cui verso

“niente, nessuno / potrà mai rubarti tutto questo”

sembra indicare con precisione quello che questa serata rappresenta per Marco Bianchi, in arte Cosmo: un successo clamoroso, in cui eppure è perfettamente a suo agio. Un successo che difenderà con le unghie e con i denti e che si può immaginare duraturo. Quello che si è detto di Dicembre, vale in realtà un po’per tutta la musica di Cosmo: è perfetta per essere apprezzata perché fa ballare come disperati e fa fermare malinconici, infonde ottimismo per un futuro migliore con un velo di tristezza.

Dalla pagina FB del Mediolanum Forum (COSMO 02.02)

E così, tra i ragazzi che si muovono incuranti del freddo e della pioggia che li aspettano fuori si vedono tante gocce di sudore e qualche lacrima, o almeno degli sguardi trasognati, rivolti verso questo demiurgo della musica e delle parole che salta e balla senza fermarsi mai, con un’energia contagiosa che coinvolge il Forum in una danza collettiva.

Se fosse concerto o serata in un club non conta granché: è stata una figata in entrambi i casi.