I film biografici sembrano essere un genere che non conosce crisi, merito anche di un inesauribile serbatoio di storie e vite a cui attingere. In particolare le biografie di musicisti e cantanti hanno offerto e continuano a offrire spunti interessanti, come conferma anche la prossima uscita di Bohemian Rapsody, nei cinema a novembre.

Nell’attesa del film su Freddie Mercury, attesissimo da pubblico e critica soprattutto per l’interpretazione che ne darà Rami Malek, ecco dieci film che hanno saputo raccontare le controverse vicende dei protagonisti di un mondo così affascinante.

 

Ray (2004) racconta la vita di Ray Charles, dall’infanzia alla fama mondiale fino ai problemi con l’eroina. Tra i molti riconoscimenti il film ha conquistato l’Oscar per il Miglior Sonoro e per il Miglior Attore Protagonista a Jamie Foxx. Per una triste coincidenza, Ray Charles morì pochi mesi prima dell’uscita del film.

 

Il genere della biografia ha conquistato anche una leggenda di Hollywood come Clint Eastwood, che vi si è cimentato nel 1988 con Bird (e di nuovo nel 2014 con Jersey Boys, ma con risultati meno esaltanti). L’attenzione con cui il regista ricostruisce la vita del celebre sassofonista jazz Charlie “Bird” Parker è valso a Eastwood un Golden Globe per la Miglior Regia e un premio come Miglior Attore al 41° Festival di Cannes a Forest Whitaker, che veste i panni di Bird.

 

Un’altra grande figura è al centro di La Vie en Rose (2007): Marion Cotillard si cala nei panni della celebre cantante francese Édith Piaf con un’interpretazione intensa che ne ripercorre la vita sfortunata, facendo incetta di premi come Migliore Attrice Protagonista (Oscar, Golden Globe, BAFTA).

 

Il mondo a cui registi e sceneggiatori hanno attinto più frequentemente è, senza dubbio, quello dei fenomeni musicali degli anni Sessanta e Settanta, in particolar modo il rock.

Jimi: All Is by My Side, diretto da John Ridley nel 2013, racconta un anno della vita di Jimi Hendrix, giungendo fino all’iconico concerto del 1967 durante il quale incendiò la sua chitarra. Ottima l’interpretazione del rapper André Benjamin nei panni del celebre cantautore statunitense, ma non si può non sentire la mancanza dei brani originali, il cui uso è stato impedito dagli eredi.

 

Quando l’amore brucia l’anima (2005) è invece dedicato a Johnny Cash, icona della musica country e non solo, interpretato da un convincente Joaquin Phoenix. Accanto alle vicende musicali, accompagnate da brani cantati dagli stessi attori, trovano ampio spazio quelle sentimentali: è stata proprio Reese Witherspoon, che veste i panni della moglie June Carter, ad avere ricevuto i maggiori riconoscimenti, tra cui Oscar, Golden Globe e BAFTA come Miglior Attrice Protagonista.

 

Nel 1986 è il movimento punk ad essere posto al centro di Sid & Nancy, film sulla vita sregolata di Sid Vicious,bassista dei Sex Pistols -interpretato da un allora giovanissimo Gary Oldman-, e sulla sua relazione tumultuosa con Nancy Spungen. La colonna sonora non contiene, però, brani dei Sex Pistols, ma brani appositamente composti.

 

La medesima ambientazione – i mitici anni Settanta in Inghilterra – fa da sfondo a Control, film del 2007 sulla vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division. L’interpretazione di Sam Riley è resa ancora più convincente dalla scelta del bianco e nero e la colonna sonora fonde in maniera interessante brani dei Joy Division re-interpretati dal cast e pezzi degli anni Settanta di artisti come David Bowie. Tra i tanti riconoscimenti, spiccano i cinque British Independent Film Awards, compreso quello per il Miglior Film.

 

Non è dedicato ad un singolo artista, ma ad un intero panorama musicale, quello di Manchester, e alla storia lunga oltre vent’anni dell’etichetta discografica Factory Records: è 24 Hour Party People, film britannico del 2002. Voce narrante delle vicende è il giornalista Tony Wilson, interpretato da Steve Coogan. Nella colonna sonora spiccano brani di band inglesi del periodo, tra cui Joy Division, The Clash, Happy Mondays, Sex Pistols. Nominato anche per la Palma d’Oro a Cannes, vinse il British Independent Film Award come Miglior Produzione.

 

Per Io non sono qui (2007) il regista Todd Haynes ha optato per uno sviluppo narrativo assolutamente insolito, in cui sei diverse narrazioni e i personaggi che ne fanno parte, intrecciandosi tra loro, vanno a dipingere le diverse sfaccettature della personalità e dell’arte di Bob Dylan. Il film non è una biografia in senso tradizionale, ma si dichiara ispirato alla vita di Dylan.

 

Infine, menzione speciale per Quasi Famosi, film del 2000 diretto da Cameron Crowe, che ha per protagonista non un musicista, non una band, bensì un giornalista musicale. Il film si potrebbe definire quasi-autobiografico, dato che lo stesso Crowe ha lavorato come giornalista musicale e ha personalmente vissuto molte delle esperienze e degli incontri qui attribuiti al giovane protagonista William Miller, giornalista in erba che ha la possibilità di viaggiare al seguito di una rock band e conoscerne da vicino vita e vicissitudini.