27 Giugno 1980.

Stadio San Siro, Milano.

Un giorno che cambiò l’Italia.

Per raccontare al meglio i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della carriera di Alborosie dobbiamo partire dal quel venerdì che cambiò la percezione delle cose degli italiani. Gli anni di piombo, repressione, violenza negli eventi, i grandi nomi che non vogliono venire in Italia. E poi arriva Bob Marley con i Wailers al seguito che porta nella nostra penisola il reggae ed il suo messaggio di pace. Don’t worry, be happy.

Be’, quel giorno la vita di molti cambiò: l’anno dopo nascono gli Africa Unite, poi è la volta dei Casino Royale, Sud Sound System, Pitura Freska, 99 Posse, Il Generale e tantissimi altri che meriterebbe un articolo a parte. E arrivano anche i Reggae National Tickets. Dalla bergamasca il loro sound pop/reggae invade il nostro paese, tanto che alla fine degli anni ‘90 volano in Giamaica per collaborare con artisti del calibro dei Morgan Heritage e Ziggy Marley, arrivando a suonare al Reggae Sumfest, il più importante festival estivo giamaicano e registrando anche parte dell’album Roof Club (ascolto consigliato), ultimo lavoro discografico prima dello scioglimento della band.

Il frontman dei Reggae National Tickets, Stena, si trasferisce in Giamaica per continuare a fare musica e vivere dove il reggae è nato, per trarre ispirazioni dai padri fondatori del movimento. Stena cresce, scrive, produce… e diventa Alborosie.

Noi di COLMO l’abbiamo seguito quest’estate al Castello di Legnano, ma stavolta l’occasione era diversa, bisognava celebrare l’artista Alborosie e i suoi 25 anni di carriera e non potevamo perdere l’occasione.

Grazie a BPM Concerti, l’inizio del tour celebrativo italiano inizia proprio qui, al Live Club di Trezzo Sull’Adda, tra Milano e Bergamo, location storica per il genere, se penso che la prima volta che ci sono stato, era un live di Elephant Man e il locale si trovava ancora in via Mazzini… non ricordo nemmeno l’anno!!!

La serata si preannuncia un successo, l’inizio è dato alle 23:30 e già alle 22, ora di apertura delle danze, c’è già la fila fuori… buon segno! Warm up affidato ad un’altra istituzione della scena red gold and green italica, il mitico Vito War che scalda subito la pista e ci fa annusare in che direzione andrà la serata. Intorno alle 23 prendono posto sul palco i ragazzi del Bizzarri Sound, sound e producer modenesi, con Lion D, singer italonigeriano, che nel 2014, nei tre mesi passati in Giamaica per registrare il suo album collabora, oltre con Alborosie, che lo produce, con Ken Boothe e Mr. Vegas. Una buona mezz’ora che raggiunge l’obbiettivo, prepararci al meglio per la portata principale della serata: Alborosie and The Shengen Clan.

Ore 23:40. Il live comincia leggermente in ritardo, ma il motivo non è un disguido organizzativo: c’è ancora un sacco di gente fuori a far la fila e si aspetta che entrino prima di partire. Grazie Live Club!

Il palco è pronto, luci spente. Si accende il proiettore e su uno schermo vengono proiettate le immagini di Journey to Jah, documentario uscito nel 2015 (con due anni di anteprime, quindi potreste trovarlo anche antecedente) che racconta il sogno di due ragazzi, un tedesco ed un italiano, che arrivano in Giamaica e vogliono diventare stelle delle reggae music. Uno è Gentleman, l’altro è proprio Alborosie. Si comincia.

Poser e Living Dread sono le tracce con cui impatta il pubblico del Live Club di Trezzo ed è un inizio con il botto. Torna anche la dub-station, e le note di Strolling proseguono in un mix che scalda sempre più gli animi. Siamo alla terza traccia e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà.

Le sonorità cambiano leggermente quando Pupa Albo ci presenta delle canzoni dell’ultimo disco, Unbreakable, 14 tracce di puro roots reggae inciso in collaborazione con (tenetevi forte, rullo di tamburi…) i Wailers!!!  Aston “Family Man” Barrett, Junior Marvin e Tyrone Downie, con la partecipazione di Aston Barrett Jr, hanno curato la parte strumentale del disco, regalando quel sound che ci porta indietro alle sonorità di Sua Maestà Bob Marley. Lie, Zion Youth, Mistical Reggae ed è come tornare indietro nel tempo.

Una celebrazione della storia della musica made in Jamaica, che continua con le sorprese che Alborosie ci ha riservato: insomma è pur sempre il suo anniversario!

Rocky Road e si riparte a saltare, la produzione non ha lesinato quando partono dei coni di fumo (tipo estintori, ma non tossici) che regalano ancora più eccitazione a noi che ci godiamo lo spettacolo. No coca e zompando come un matto vedo addirittura partire delle fontane di scintille sul palco. Un tocco da fuochi d’artificio di capodanno che non fa altro che aumentare l’hype, che tra musica ed effetti scenici migliora di minuto in minuto.

Rock the dancehall e Albo ci regala altri minuti di live in dub-station, i corpi si avvinghiano avvolti dal suono ipnotico e dal ritmo sincopato della dub, risvegliati dallo squillo di Ring the Alarm che aumenta i nostri bpm corporei.

Pausa. Albo si guarda intorno, si volta verso il palco guardando la sua band e lancia un messaggio importante. In 25 anni di viaggi, esperienze e persone, ha cercato di raccogliere il meglio che gli palesava davanti. Una band composta da persone di ogni continente, ogni religione, ogni colore della pelle. Senza differenze. Sottolinea che avere un “palco multirazziale” sia cosa normale. No difference.

Con Real Story si riprende il live, pezzo del suo secondo album Escape from Babylon, ma Pupa si riferma, si vede che ha voglia di parlare con noi e ci regala un’altra sua perla.

Qualcuno dice che il reggae è fuori moda. Bè, forse. Ma io penso sia come un buon libro, che quando lo rileggi dopo tanto tempo, è sempre un buon libro, non passa di moda. Ecco, il Reggae è un buon libro, non passa mai di moda”.

E allora pezzo storico, Gangja Smugglin di Eek-A-Mouse, come a ribadire il concetto appena espresso.

Police Poliza ed Herbalist (tracce che adoro, ndr) ci allietano e poi Albo ci porta ancora più indietro nel tempo, lì, quando tutto è cominciato: sulla coda di Herbalist, il sound cambia completamente e… ska… ska ska ska, Jamaican Ska!!!! Pioggia di coriandoli d’oro che neanche una vittoria della Champion League di calcio ma ormai tutti ballano come stregati!

Urge riprendere fiato. E in questo Alborosie sa davvero come gestire un live: punto alto e scatenato, bisogna rifiatare dunque: intermezzo acustico. Quando le cose sono studiate bene si vede. Mini cambio palco, ma l’imprevisto tecnico è sempre in agguato: la chitarra acustica non funziona, ma nessun problema, ne acchiappano una elettrica e si continua (il bello della diretta). Sullo sfondo partono le immagini del celebre discorso di Martin Luter King e Albo ci regala la versione acustica di Diversity, che con il suo messaggio di pace e unità, ci regala un momento davvero toccante. E qui tra l’altro si vedono le vere dote vocali del nostro Pupa Albo.

Le origini non si dimenticano e si arriva a ricordare gli anni di inizio carriera, quando da Stena conquista l’Italia e la Giamaica con i Reggae National Tickets. Insieme a noi accenna qualcuno dei loro successi, La Radio, Il Mondo, Ti sento e Lascia un pò di te. Avrò visto un ventina di volte live Alborosie e mai avevo cantato così canto il suo passato. Giusto celebrare in questa occasione, mi sono davvero commosso. SI chiude questo momento con Is This Love, giusto per fare un saluto al Bob e dirgli che non lo dimentichiamo mai.

Unforgiven e Contraddiction sono due tracce spaziali di Unbreakable, e dopo Playfool e Better Than Me fa un tributo alla storia della musica italiana (molto International vision…) cantandoci Che bella cosa, na’ jurnata e sole.

Con Kingston Town e Fly 420 arriviamo alla fine di questo live che certamente ha regalato emozioni (ancora i coriandoli sparati in cielo) e ci ricorda di tutto quello fatto da Alborosie in questi 25 anni: 5 album con RNT, 7 album suoi come Alborosie, altri 11 tra dischi dub, collection ed edizioni speciali, vincitore del MOBO Award nel 2011 (unico bianco a riceverlo) e innumerevoli nomination ai Grammy

Solo un’altra cosa da dire.

Continua per altri 25 anni.

One Love

Masta